Quattro nobili casate

L’origine dei Borghi

Durante il Medioevo Il termine borgo sta ad indicare gli agglomerati che si sono formati attorno alle città, fuori dalle mura ; munito di fossati e palizzate, oppure in qualche modo, reso meno vulnerabile dalla posizione degli edifici, disposti in linea compatta ai margini delle vie d’accesso, senza varchi o passaggi sul retro.

Nei borghi viveva una popolazione dedita all’artigianato e al commercio; costituita prevalentemente dagli “immigrati”, cioè da quelle persone fuggite dai loro villaggi distrutti dagli eserciti invasori, e dall’insediamento di antichissime famiglie patrizie, sopravvissute allo scioglimento dell’ Impero Romano. Il centro della città, ospitava i cives antiqui, di origine feudale o magnatizia. 

Qui c’erano torri e palazzi gentilizi, nei borghi piccole case strette ed alte. Il borgo era centro di mercato, e i suoi abitanti non sottostavano ai tributi in natura, imposti agli altri abitanti del contado; ma avevano l’obbligo di custodire e restaurare mura e fortificazioni del borgo. Durante il periodo dei comuni, i borghi conseguirono spesso autonomia e liberazione dai vincoli feudali. 

I sei casali della Terra d’ Angri, ovvero Concilio, Risi, Ardinghi, Giufici, Coronati e Castello, avevano una propria platea di beni e  un proprio sindaco e procuratore, che difendeva i diritti del proprio borgo nell’assemblea dei sommi esponenti dell’Universitas.

Con il termine “Capo alli Casali Concilij”, si indicò tutta la fascia pedemontana aldilà e aldiquà della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, denominata dalle famiglie della Terra d’Angri “Qui si sana”; poiché si riteneva che l’aria salubre e balsamica proveniente dai monti, fosse un’ efficace panacea, contro le pestilenze mortali.

Nel corso dei secoli, da Capo alli Casali Concilij fino ai margini della platea di San Giovanni, sorsero diverse dimore gentilizie,e in questo capitolo vogliamo celebrare i fasti di quattro casate del Borgo che si distinsero nella storia della nostra cittadina.


I Nobili Concilij

L’ampia area che andava dalla porta di San Giovanni fino ai margini dell’ “aira della corte”, comprendendo anche tutta la fascia pedemontana, che andava dalla Torretta fino al confine con l’antica Grancia di Pizzigota, formava il corpo del Casale dei Concilij. 

Questo casale-borgo, come tutti gli altri, aveva un proprio sindaco e procuratore; e pur trovandosi al di fuori delle mura, formava un tutt’uno con gli altri borghi (intus corpus terrae angriae), dando vita nel secolo XV all’ Universitas Terrae Angriae; le cui norme amministrative e giuridiche (detti capitoli), che regolavano le questioni politiche ed economiche comuni ai sei casali, furono redatte nel 1563 da Salvatore De Angelis ed approvate da Alfonso D’Avalos, marchese di Pescara e signore di Angri. 

Questo casale, prese tale nome dalla nobile famiglia Concilij di origine romana, che si insediò in questa area dell’Universitas intorno al X secolo, provenienti da Amalfi e da Salerno

All’albero genealogico di questo Casato, appartenne un illustre figlio, che ha reso grande ed immortale il nome dei suoi antenati: Angelo Concilio.

Il nobile Angelo Concilio, fervente sostenitore del Casato dei d’Angiò e fedele al suo signore Giovanni Zurlo, perse la vita sul ponte della Persica, nei pressi di Scafati, dopo aver combattuto valorosamente contro Braccio da Montone, che si accingeva ad assediare il feudo di Angri. Ebbe solenne sepoltura nella cappella di patronato dei Concilij, nell’Insigne Collegiata di San Giovanni.

La nobile famiglia Concilij, che diede nome e lustro a questo borgo della Terra d’Angri, si estinse in Angri con la sua ultima discendente Olimpia De Concilio l’8 gennaio 1964.


L’arme dei Concilij è in campo azzurro, con tre monti di color verde sovrastati da una croce d’oro.lo stemma della casata dei Concilio 



I Nobili Alfano

Sul lato sinistro di Via Concilio, di fronte all’austero palazzo dei Cajazza, sorge un ampio cortile denominato da sempre “Casa Alfano”, dal nome dei nobili Alfano, stanziatisi in questa area in tempi remoti.

Gli Alfano o Alferio si diffusero nell’Agro Nocerino Sarnese dal 1000 al 1300; ma le loro origini gentilizie si perdono nell’antico Regno Longobardo nel Meridione. Un diacono Alfano già nell’833, perseguitato dal nobile beneventano Dauferio, era costretto ad emigrare nel ducato napoletano per avere salva la vita.

Un Alfano fu anche conte di Nocera intorno al 900. era figlio di Landenolfo, che era congiunto di Guaiferio I conte di Nocera e principe di Salerno.

Un Romualdo fratello di Pietro e di Lademari Alfano, godeva del patronato della chiesa di San Massimo di Salerno, che possedeva vaste aree terriere in tutto il contado nocerino, soprattutto ad Angri. Infatti buona parte di Casamabile (Ardinghi), era di proprietà della chiesa di San Massimo.

Gli Alfano insediatisi nell’Agro Nocerino Sarnese, furono elementi di prestigio nel “Comitatus Nuceriae” negli anni in cui fu eretto a svolgere il ruolo di difesa del principato salernitano, dagli attacchi dei duchi napoletani.

Le località in cui si stabilirono principalmente gli Alfano furono: Rocca, Lanzara, S.Giorgio e le terre nocerine, in particolar modo Angri, in un luogo che assunse il toponimo di “Casa Alfano alli Concilij”.

A casa Alfano, esiste ancora una strettola che da via Concilio porta a via Murelle. Nel Medioevo questa stretta e segreta via, permetteva di arrivare fuori le mura della Terra in  gran rapidità, in caso di invasioni o pestilenze.


L’arme degli Alfano è di campo azzurro con banda d’oro, con una stella a sei raggi a sinistra e una colomba che si libra su tre monti a destra

lo stemma della casata dei Alfano 



I Nobili Cajazza

Nel Borgo Concilio, tra le tante nobili famiglie che qui fondarono la loro dimora e che si estinsero nel corso dei secoli, sopravvivono ancora i discendenti del nobile Casato dei Cajazza.

Il nome di questa illustre famiglia, oriunda di Capua, è legato all’edificazione dell’Insigne Collegiata di San Giovanni Battista edificata nel 1302, subito dopo il primo giubileo, per volontà ed a scioglimento di un voto dal conte di Nola Romano Orsini, giunto a Nocera come condottiero a seguito di Carlo II d’Angiò.

Nel suo soggiorno ad Angri ,volendo immortalare in questa Terra il nome della sua famiglia, il conte Orsini affidò la costruzione della Collegiata, al nobile Vincenzo Cajazza suo fedele capitano e comandante di una compagnia di cavalieri messa a controllo di Angri.

Nel 1433 Domenico Cajazza, pronipote di Vincenzo Cajazza, volendo ricordare ai posteri la costruzione del Sacro Tempio per opera del suo antenato e del conte Orsini, fece porre sulla sommità della porta d’ingresso alla navata destra della Collegiata, una lapide che ricordava la fondazione del Tempio.


L’arme dei Cajazza, è troncato in fascia. Nel campo superiore di color nero, vi è un rastrello bianco con tre denti; nel campo inferiore di color bianco, vi sono te rombi vermigli

lo stemma della casata dei Caiazza 



I Nobili Pisacane

Della nobile famiglia Pisacane, estintasi nel corso dei secoli, si hanno scarse notizie.

Famiglia di origine campana, elevata al nobile rango di conte, si diffuse in una vasta area che andava dal Regno di Napoli fino a tutto il Cilento; e nell’Agro Nocerino Sarnese, aveva diversi possedimenti tra Angri e Sant’Egidio del Monte Albino.

Nel 1526 Baldassarre Pisacane possedeva una cappella, come luogo di culto e di sepoltura, per sé e per i suoi successori nell’attuale via di Mezzo. Una piccola ma preziosa cappella ristrutturata nel '700 in puro stile barocco, conserva all'interno della sua unica navata: la seicentesca pala d'altare raffigurante la Madonna di Montevergine, le seicentesche statue in cartapesta dei Santi Cosma e Damiano ma soprattutto il preziosissimo gruppo in creta dei "Sette Santi Dormienti", il cui culto-leggenda, è presente in tutto il Sud, solo ad Angri.


Lo scudo originario dei Pisacane, è interzato in fascia; e presentava nel campo superiore il cane e una stella (o tre stelle?) a sei raggi. Successivamente, forse a seguito di un matrimonio o di eredità, si è verificato l’unione di due stemmi. Infatti lo scudo venne interzato in banda dorata; e la stella venne sostituita da una torre; stemma araldico di un’altra nobile famiglia, probabilmente i De Lando di Amalfi.lo stemma della casata dei Pisacane 



Liberamente tratto da ”Nobili Famiglie del Borgo Concilio.” del prof. Sergio Amato