Insigne Collegiata di San Giovanni Battista

La storia della sua costruzione parte da molto lontano. Fu edificata nel 1302, subito dopo il primo giubileo, sul suolo già di proprietà dell'Arcibasilica Larenanense di Roma. A volerla, per scioglimento di un voto, fu il Principe Romano Orsini, conte di Nola, giunto a Nocera come condottiero al seguito di Carlo II d'Angiò. La Chiesa era il principale centro di vita cittadina, l'edificio pubblico più importante, dove il popolo si riuniva non solo per pregare e per le solennità religiose ma anche per gli atti della vita civile e politica.

Il Conte Orsini avendo ammirato la grande fede religiosa del popolo angrese e volendo tramarndare nel tempo il ricordo della sua nobile famiglia, affidò il compito di erigere il tempio al nobile Vincenzo Caiazza. La nuova chiesa andò a sostituire una primitiva fondata nel 1180 dedicata a Sant'Angelo.

Nel 1433, Domenico Caiazza, pronipote di Vincenzo, volendo omaggiare i due fondatori della Chiesa e rendere ancora più lustro alle due famiglie, inviò a Papa Sisto IV la richiesta che il tempio fosse elevata a Collegiata. Il Papa con una bolla del 10 Febbraio 1475 la eresse al rango di Collegiata Insigne, arricchendola inoltre di innumerevoli privilegi che rimasero immutati fino all'arrivo di Napoleone in Italia.

La Chiesa fu per molti secoli di diritto patronale della UNIVERSITAS TERRAE ANGRIAE ed amministrata da commissioni laiche o miste per quanto riguardava il potere temporale. In virtù di tali diritti il Comune poté apporre nel tempo il proprio stemma su varie parti dell'immobile. 

Dopo il 1500 tutta la struttura ricevette un radicale rifacimento con la trasformazione in stile rinascimentale. Le uniche testimonianze di quell'epoca giunte fino a noi sono un preziosissimo polittico incassato nella parete dietro l'altare maggiore e una monumentale facciata in pietra scura locale con tre rosoni. Questo lavoro di ristrutturazione, poiché troppo costoso, fu portato avanti in più riprese e fu ultimato nel 1540.

Dopo il 1700, a seguito dei danni subiti dal terremoto del 1688, fu necessaria una nuova ristrutturazione; si decise trasformare l'immobile in stile barocco all'epoca tanto in voga. Gli interventi riguardarono solo gli interni tralasciando la facciata principale a cui fu aggiunto solamente un maestoso portale ed una lunetta in cui erano inserite tre statue in marmo: la Madonna in trono e due San Giovanni, l'Evangelista ed il Battista.

L'originale campanile del 1302, che si trovava nella parte retrostante la chiesa, venne demolito e ricostruito lateralmente alla facciata. Al suo posto venne edificata la cappella di Santa Margherita dell'omonima Confraternita. Tutta la Chiesa venne arricchita di tele e suppellettili di pregevole fattura; a quest'epoca risale il preziosissimo busto in argento del Santo Patrono realizzato dalle più eccelse manifatture napoletane. La navata centrale venne arricchita da un bellissimo soffitto a cassettoni intagliato e dorato in cui vennero incassate tre enormi tele realizzate dal Serlotti, mentre dietro l'altare maggiore fu aggiunto un coro in noce finemente intarsiato.

Nel 1856, il Capitolo della Chiesa, fece istallare l'organo e per l'occasione furono chiamati i migliori artigiani per realizzare un vero gioiello dell'arte; si pensa solo che per indorare tutti i fregi, con oro fino della fabbrica di Monteverginella di Napoli, il debito fu estinto con una rateizzazione di nove anni. Dopo circa 80 anni venne sostituito perchè inadeguato ai nuovi canoni di musica sacra imposti dal Vaticano. L'attuale organo, costato 92.000 lire, fu inaugurato con tre serate di concerti nel Marzo del 1936.

Il tempo sembra passare calmo sulla nostra Collegiata fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Tra il 22 e il 27 Settembre del 1943 gli Alleati americani, per ben otto volte, centrano dal valico di Chiunzi la Chiesa con proiettili di grosso calibro, ritenendo che all'interno vi si fossero rifugiati i soldati tedeschi in fuga. Fu una tragedia. La Chiesa subì gravissimi danni alle strutture portanti, ai tetti e al campanile ma in particolare modo a subire i danni maggiori furono il soffitto a cassettoni interno, l'organo e la facciata. Su quest'ultima venne distrutta completamente la porta della navata di sinistra, le bugne e le cornici in tufo vengono seriamente danneggiate, i tre rosoni sbriciolati e subisce gravi danni anche il gruppo marmoreo della lunetta: si salva solo il Battista anche se mutilato. Molti finestroni vengono danneggiati, tutti i vetri vanno in frantumo; anche le decorazioni interne a stucco e le suppellettili subiscono danni. Immediatamente dopo il bombardamento il popolo angrese, sdegnato per l'accaduto, accorse per riparare all'offesa recata al Santo Patrono. 

Si susseguirono per molti giorni preghiere, cerimonie religiose e processioni: la statua del Santo venne fatta sfilare più volte per il centro cittadino e per le campagne. L'Abate del tempo, Giuseppe Vaccaro, aprì subito una raccolta fondi per risanare i danni delle cannonate a cui parteciparono davvero tutti.  Fu così possibile eseguire i lavori più urgenti con i materiali che si riuscirono a reperire: non dimentichiamoci che eravamo in periodo di guerra e i materiali per le riparazioni erano introvabili.

Nel Marzo del 1944 il Vesuvio erutta e le ceneri e i lapilli ricoprono tutti i tetti dell'immobile che danneggiano nuovamente i finestroni. Subito una processione viene organizzata e quasi miracolosamente la pioggia di lapilli e ceneri si interrompe.

Nel 1947 il Genio Civile di Salerno rimborsa la Collegiata per i danni bellici subiti. Partono cosi i lavori in modo sistematico per il recupero funzionale di tutto l'immobile ma alcuni danni non verranno mai riparati fino ai giorni nostri.

Ore 19:34 di Domenica 23 Novembre 1980. Rappresenta una data triste per tutto il popolo meridionale. Una forte scossa della durata di circa 90 secondi con un ipocentro di circa 30 km di profondità colpì un'area di 17.000 km²: 679 comuni interessati dal sisma in otto province (Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia). Angri rientrò nella zona interessata dal sisma. Numerosi edifici sia civili che religiosi subirono gravi danni e lesioni. La Collegiata venne dichiarata inagibile e chiusa al pubblico. Si intraprese un restauro globale conclusosi negli anni '90. 

Questa lunga opera di machillage fu un momento molto importante per tutta la struttura del Tempio: vennero eseguiti lavori sia sulla stabilità dell'immobile che sulle parti decorative. Purtroppo nei lunghi anni di chiusura, la Collegiata divenne terra di preda di malfattori: molti arredi di statue ed ornamenti vari vennero trafugati e irrimediabilmente andati perduti ciò nonostante la Chiesa ha riacquistato tutto il suo splendore cosi come la pensarono, la costruirono,  la videro e vissero i nostri avi.